NOVEMBRE: IL CORPO CHE SI FA PAROLA
A novembre, il viaggio di A Bottega ha compiuto un passo molto atteso: il passaggio dalla carta alla scena. Con il laboratorio Attorə, abbiamo finalmente messo in piedi quello che era nato durante le sessioni di scrittura di settembre. È stato un momento di pura condivisione, dove alcuni partecipanti hanno scelto di dare voce ai propri scritti, mentre nuovi volti hanno prestato il proprio corpo e il proprio respiro alle parole nate dalla penna di altri.
Tre giorni intensi per sperimentarsi e giocare con gli strumenti fondamentali del mestiere: il corpo, la voce, la parola e il testo. Ma prima di arrivare alla battuta, c’è stato il lavoro invisibile e potente del training. Guidati da Caterina insieme a Gaia, e con il supporto costante di Simona, Victoria e Federica, abbiamo esplorato i limiti della nostra presenza fisica e vocale. È stato un esercizio di fiducia collettiva, dove le competenze delle nostre volontarie si sono intrecciate per creare uno spazio sicuro di gioco e scoperta.
In un progetto artistico, l’attore è il punto di arrivo di una lunga filiera di senso. Abbiamo capito che interpretare un testo sulla solidarietà non significa solo recitarlo, ma incarnarlo. Attraverso gli esercizi di gruppo, abbiamo scoperto come un gesto o un’intenzione vocale possano cambiare radicalmente il significato di una frase. Mettersi in gioco come “Attorə” ha significato smontare le proprie difese per diventare strumenti a disposizione di una storia, imparando che la tecnica non è mai fine a se stessa, ma serve a rendere udibile e visibile l’invisibile.
Questo laboratorio ha rappresentato la chiusura perfetta di un ciclo: abbiamo visto i monologhi e i dialoghi scritti mesi fa prendere vita, vibrare nell’aria e colpire chi ascoltava. Vedere la trasformazione di un’idea, nata da un brainstorming sulle fonti e passata attraverso lo sfogo della scrittura, diventare azione scenica è stato il coronamento di tutto il percorso di Tintori17. Usciamo da novembre con i muscoli ancora caldi e la consapevolezza che, quando corpo e parola si incontrano davvero, il teatro smette di essere finzione per diventare verità condivisa. Il viaggio continua!
